PIGNOLOGY

Maggio 24

E’ un po’ fastidioso questo passaggio repentino e ripetuto dai 6 ai 30 gradi e viceversa.
Ma chi è ottimista per natura non può non vederci anche un’opportunità…
Vuoi vedere che è la volta buona che i mariti hanno la meglio nell’eterna diatriba con le mogli ansiose di fare “il cambio dell’armadio”?

Apr 25

“Per capire e raggiungere ciò che vuoi comincia a scartare ciò che non vuoi.” — Mark Twain

Apr 19

Un giorno il diavolo riunì i suoi collaboratori più stretti. Era seccato: il reclutamento delle persone nate sotto il segno del Cancro era sceso al di sotto delle previsioni. “È inaccettabile”, disse furioso il signore delle tenebre. “Da qualche tempo quegli insopportabili Granchi sono troppo sani di mente per lasciarsi abbindolare dalle nostre bugie. Francamente, non so più cosa fare. Suggerimenti?”. Il suo esperto di marketing disse: “Raddoppiamo gli sforzi per convincerli che il mondo finirà il 21 dicembre 2012”. E il suo vicepresidente: “Sfruttiamo la loro paura di restare senza ciò di cui hanno bisogno”. Il capo dei servizi segreti ebbe un’altra idea: “Io direi di offrirgli qualcosa di attraente ma inutile per distrarli dai loro veri obiettivi." -

Internazionale » Oroscopo » 20/26 aprile 2012 » Cancro

Apr 05

Non opprimere i figli con l’idea della scuola

Al rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un’importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.
Se vanno male a scuola, o semplicemente non così bene come noi pretendiamo, subito innalziamo fra loro e noi la bandiera del malcontento costante; prendiamo con loro il tono di voce imbronciato e piagnucoloso di chi lamenta un’offesa. Allora i nostri figli, tediati, s’allontanano da noi. Oppure li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d’una ingiustizia. E ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni.
In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. E se là subisce ingiustizie o viene incompreso, è necessario lasciargli intendere che non c’è nulla di strano, perché nella vita dobbiamo aspettarci d’esser continuamente incompresi e misconosciuti, e di essere vittime d’ingiustizia: e la sola cosa che importa è non commettere ingiustizia noi stessi.
I successi o insuccessi dei nostri figli, noi li dividiamo con loro perché gli vogliamo bene, ma allo stesso modo e in egual misura come essi dividono, a mano a mano che diventano grandi, i nostri successi o insuccessi, le nostre contentezze o preoccupazioni. È falso che essi abbiano il dovere, di fronte a noi, d’esser bravi a scuola e di dare allo studio il meglio del loro ingegno. Il loro dovere di fronte a noi è puramente quello, visto che li abbiamo avviati agli studi, di andare avanti.
Se il meglio del loro ingegno vogliono spenderlo non nella scuola, ma in altra cosa che li appassioni, raccolta di coleotteri o studio della lingua turca, sono fatti loro e non abbiamo nessun diritto di rimproverarli, di mostrarci offesi nell’orgoglio, frustrati d’una soddisfazione.
Se il meglio del loro ingegno non hanno l’aria di volerlo spendere per ora in nulla, e passano le giornate al tavolino masticando una penna, neppure in tal caso abbiamo il diritto di sgridarli molto: chissà, forse quello che a noi sembra ozio è in realtà fantasticheria e riflessione, che, domani, daranno frutti.
Se il meglio delle loro energie e del loro ingegno sembra che lo sprechino, buttati in fondo a un divano a leggere romanzi stupidi, o scatenati in un prato a giocare a football, ancora una volta non possiamo sapere se veramente si tratti di spreco dell’energia e dell’impegno, o se anche questo, domani, in qualche forma che ora ignoriamo, darà frutti. Perché infinite sono le possibilità dello spirito.
Ma non dobbiamo lasciarci prendere, noi, i genitori, dal panico dell’insuccesso. I nostri rimproveri debbono essere come raffiche di vento o di temporale: violenti, ma subito dimenticati; nulla che possa oscurare la natura dei nostri rapporti coi nostri figli, intorbidarne la limpidità e la pace. I nostri figli, noi siamo là per consolarli, se un insuccesso li ha addolorati; siamo là per fargli coraggio, se un insuccesso li ha mortificati. Siamo anche là per fargli abbassare la cresta, se un successo li ha insuperbiti. Siamo per ridurre la scuola nei suoi umili ed angusti confini; nulla che possa ipotecare il futuro; una semplice offerta di strumenti, fra i quali forse è possibile sceglierne uno di cui giovarsi domani.
Quello che deve starci a cuore, nell’educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l’amore per la vita, né oppresso dalla paura di vivere, ma semplicemente in stato d’attesa, intento a preparare se stesso alla propria vocazione. E che cos’è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita?

” — Natalia Ginzurg, Le piccole virtù
, pubblicato originariamente su “Nuovi Argomenti” nel 1960

Mar 11

L’eleganza

Credo che l’eleganza, nel vestire come nell’arredare una casa, non dipenda tanto da quante cose belle si mettono ma soprattutto da quanto si riesca ad evitare di mettere cose brutte. Per questo non sempre la disponibilità economica aiuta!

Mar 10

“Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché mi diceva sempre: “mi raccomando, quando passate per quella strada dove non c’è il marciapiede, mettiti sempre tu dal lato della strada, dove passano le automobili”. Io lo facevo, e lo facevo con diligenza, ma ero molto dispiaciuto. Per me significava: “io spero che nessuna auto vi butti sotto, ma se proprio dovesse succedere, preferisco che muoia tu piuttosto che lui” — Francesco Piccolo, Storie di primogeniti e figli unici

Mar 06

“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.” — Aristotele (via Luca Cavallini)

Feb 20

Mi piace mettere in difficoltà Shazam. Come adesso che ascolto una canzone scritta da Francesco Nuti per Sanremo (1988) cantata da Mina, che l’ha recuperata nell’album Uiallalla. La canzone è Sarà per te, diteglielo a Shazam.

Feb 11

“Smettere di fumare è facilissimo,
lo so perché l’ho fatto un migliaio di volte.” — Mark Twain

Gen 17

How Doctors Die